CURIOSITA’

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San Gusmè e la leggenda di Luca Cava

lunedì, marzo 12th, 2012

 

San Gusmè è un borgo del Chianti e si trova in cima ad una collina che sovrasta campi di olivi, vigne e boschi e si disperde in panorama fin nelle forme della Torre del Mangia e del Duomo di Siena che rimangono in un lontano sfondo.

Si racconta che nel lontano 1888 un contadino del posto, tale Giovanni Bonechi, proprietario di un’osteria del paese, stanco di dover ripulire quotidianamente intorno alla sua bottega la sporcizia maleodorante lasciata da avventori e passanti, decise di costruire all’esterno uno stanzino che corredò con la scritta “Bagno pubblico”.

Ma nessuno lo usava perché analfabeti, nessuno capiva il significato di quelle parole.

Allora l’oste fece costruire una statua che raffigurava un uomo accovacciato, in una posizione dall’inequivocabile significato. La gente capì al volo, il luogo ritornò pulito e alla statuina venne messo il nome e il cognome di “Luca Cava”.

Da questo episodio ne nacque una festa per il paese, la Festa del Luca.

La targa posta vicino alla statua cita: “Luca Cava re, imperatore, papa, filosofo, poeta, contadino e operaio: l’uomo nelle sue quotidiane funzioni. Non ridete, pensate a voi stessi”.

 

Lucca : la leggenda della Pietra del Diavolo

martedì, febbraio 21st, 2012

 

Nel 1500 quando i Bernardini decisero di costruire l’omonimo palazzo a Lucca, dovettero abbattere alcuni fabbricati e tra l’altro anche uno sul quale era raffigurata un’immagine sacra.

Secondo quanto racconta la leggenda, gli operai andarono a murare la pietra dello stipite, ma la pietra si incurvò piu’ volte fino a quando, ormai terrorizzati, si rifiutarono di lavorarci nuovamente.

Se sia un miracolo o un fatto naturale non lo sappiamo, resta comunque il fatto che da quell’ epoca la pietra è rimasta così come la vediamo adesso ai giorni nostri.

Guardando a destra del portone, sulla prima finestra, troviamo questa pietra , che venne denominata “la pietra del diavolo”.  A osservarla da lontano, si nota che la curvatura è così accentuata da sembrare quasi finta e fatta di legno o di altro materiale malleabile.

Ma se ci avviciniamo e la tocchiamo si può verificare che si tratta di pietra e che la sua forma è davvero una anomala.

 

Il casolare del film “Il Ciclone”

lunedì, febbraio 20th, 2012

 

Lasciando il Chianti e addentrandosi nel territorio dell’Aretino, si possono scoprire i colli scelti da Pieraccioni per il suo film “Il Ciclone”.
È qui che si trova la fattoria di Monsoglio, tra Castiglion Fibocchi e Laterina, in provincia di Arezzo.
Il casolare davanti al quale le ragazze ballavano il flamenco senza sosta, è una vecchia “leopoldina”, ossia una di quelle costruzioni rustiche sorte per volere del granduca Leopoldo di Toscana prima dell’unità d’Italia.

Da oggi il mio blog è a impatto zero!

domenica, febbraio 19th, 2012

 

Da oggi posso annunciare che anche il mio blog è a impatto zero, grazie ad una iniziativa ambientalista chiamata “Il mio blog è CO2 neutral”, promossa da DoveConviene.it .
Questa utile iniziativa ha un funzionamento molto semplice: tutti coloro che hanno un blog dichiarano la loro disponibilità ad abbattere l’impronta ecologica del proprio sito e DoveConviene.it, in collaborazione con iplantatree.org, provvederà a piantare un albero in zone soggette a processi di riforestazione.

L’effetto benefico di questa iniziativa è garantito.Ogni anno infatti un blog o un sito internet producono in media 3,6 kg di anidride carbonica, un albero invece è in grado di assorbirne ben 5 kg annui.
La partecipazione da parte dei blogger è totalmente gratuita ed il modo di aderire è semplice ed intuitivo.

DoveConviene è da sempre molto attento all’utilizzo consapevole della carta e alla tutela del nostro patrimonio boschivo.Grazie alla sua attività tutti i volantini pubblicitari delle principali catene commerciali di elettronica, sport, ipermercati come ( Piazza Italia, Conbipel, Darty, Obi, solo per citarne alcune) vengono digitalizzati e resi disponibili online, in maniera gratuita e consultabili sia su pc che su smartphones iPhone e Android, attraverso una comoda applicazione.

DoveConviene vuole scoraggiare l’abuso di carta per fini pubblicitari e contribuisce a rendere più pulita la città.

Per l’utente la comodità di poter accedere a tutte le offerte in qualunque momento, di poter rintracciare il punto vendita più vicino attraverso una pratica mappa e di poter conoscere rapidamente tutti gli orari di apertura, comprese le aperture domenicali.

Per chi vuole approfondire nel dettaglio sull’iniziativa vi invito a visitare: http://www.iplantatree.org/project/7
Se anche tu hai un blog puoi partecipare all’iniziativa collegandoti al seguente sito internet:  http://doveconviene.it/co2neutral/

L’eco nel Battistero di Pisa

lunedì, gennaio 30th, 2012

 

In piazza dei Miracoli a Pisa, all’interno del Battistero, la voce rimbalza fino a sei o sette volte.

Il cilindrico Battistero ha una forma singolare che produce un’eco particolare, la famosa “risata del diavolo”: basta battere le mani che un misterioso suono riecheggia in tutto il monumento.

Stenterello: maschera del carnevale toscano

venerdì, gennaio 27th, 2012

 

Tipica maschera della Toscana, indossa una giacca blu con il risvolto delle maniche a scacchi rossi e neri.

Ha un panciotto puntinato verde pisello e dei pantaloncini scuri e corti.

Ha una calza rossa e una a strisce bianco – azzurro e le scarpe nere.

In testa porta un cappello a barchetta nero e una parrucca con il codino.

E’ molto generoso con chi e’ piu’ povero di lui, e’ dotato di arguzia e di saggezza che, unite all’ottimismo, gli fanno superare le avversita’ della vita.

 

Un po’ di cucina toscana in Francia

mercoledì, gennaio 18th, 2012

 

Nel  500 Caterina De’Medici sposò Enrico d’Orléans e si trasferì a Parigi portando con sé i suoi cuochi.

Lei, grande mangiatrice e bevitrice, introdusse così in Francia l’olio d’oliva, le crespelle, l’arte del friggere, i nuovi fagioli bianchi e una salsa che diventerà la “béchamelle”.

La cucina francese si fonda così in gran parte sugli insegnamenti impartiti da quei cuochi fiorentini.

Poi, agli inizi del XVII secolo anche Maria De’Medici giunge in Francia.

Questa volta lei e il suo alchimista porteranno i primi sorbetti della storia (fatti con latte e miele ghiacciati), insegnando non solo l’arte del gelato ma svelando anche i segreti della pasta frolla e della pasta per i bignè.

 

Il colore della Terra di Siena

martedì, gennaio 17th, 2012

 

La terra di Siena è una gradazione del marrone e un pigmento usato in pittura.

Si tratta di un marrone chiaro e i colori attualmente in commercio sono ottenuti da miscele particolari di ossidi di ferro ed altri minerali brunastri.

Il nome attribuito a questo colore ha evidente origine da un tipo di terra estratta in cava nella località Bagnoli di Arcidosso, nel territorio del Monte Amiata.

Tale cava, attiva fino agli cinquanta del Novecento, produceva un inerte che veniva utilizzato come colorante anche in tempi antichissimi, e che si denominava indifferentemente “terra rossa” “terra gialla” e anche “terra di Siena”.

La popolarità della “terra di Siena” deriva dall’suo che ne è stato fatto nell’arte toscana venendo citata nei principali trattati sule tecniche artistiche, da Cennino Cennini a Giorgio Vasari.

 

I cunicoli sotteranei di Monteriggioni

giovedì, gennaio 12th, 2012

 

Si racconta di cunicoli sotterranei, passaggi segreti, che dal Castello di Monteriggioni permettono di raggiungere i vicini fortilizi e Siena.

Calandosi all’interno del pozzo in piazza Roma si oltrepassa un cancello e di li si accede a uno dei cunicoli sotterranei.

I vecchi raccontano anche di un accesso, posto dietro il cimitero fuori delle mura, che fu fatto saltare in aria con la dinamite perché vi entravano i cani.

Forse è soltanto una leggenda… ma quando i ragazzi buttano i petardi nel pozzo si sente “il rimbombo“ che si allontana dalla piazza verso le mura in direzione ovest.

Ma allora i passaggi esistono da davvero?

 

Giacomo Leopardi e Pisa

mercoledì, gennaio 11th, 2012

 

Nel 1827 quando Giacomo Leopardi venne a Pisa scrisse alla sorella una lettera nella quale vi erano queste parole:

“Paolina mia questo Lungarno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così ridente che innamora. Non ho veduto niente di simile né a Firenze, né a Milano, né a Roma; e veramente non so se in tutta l’Europa si trovino molte vedute di questa sorta. Vi si passeggia poi nell’inverno con gran piacere perché v’è quasi sempre un’aria di primavera…”