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Siena: Torre del Mangia

martedì, gennaio 10th, 2012

 

La Torre del Mangia si trova in Piazza del Campo a Siena ed era il “campanile” laico del Palazzo Comunale. È tra le torri antiche italiane più alte: 88 metri.

Da lassù lo spettacolo è davvero mozzafiato. Si vede tutta Siena: da Piazza del Campo, al Duomo un pò più distante, alle colline lontane.

La leggenda racconta che durante la costruzione ai piedi della torre siano state seppellite monete portafortuna e che ad ogni angolo della torre ci siano pietre con scritte latine ed ebraiche, con il compito di tenere lontani dalla Torre tuoni e tempeste.

Sciare sulle Alpi Apuane

giovedì, novembre 24th, 2011

 

Oltre al Monte Amiata, anche le Alpi Apuane sono una meta ambita dagli sciatori.

Una delle località più frequentate è Careggine:  si trova vicino al Lago di Vagli,  a circa 882 metri sul livello del mare, in uno stupendo paesaggio che spazia dall’Appennino alle Alpi Apuane.

Le piste da sci di Careggione non sono difficili e sono quindi ideali per i principianti o per gli sciatori meno esperti che desiderano semplicemente sciare in totale relax. Un moderno sistema di innevamento artificiale permette di sciare anche in caso di scarso innevamento.

La gestione degli impianti è affidata all’albergo vicino.

Un’altra località “invernale” è Casone di Profecchia: piccola località dell’alta Garfagnana, a pochi chilometri dal confine con l’Emilia Romagna. La stazione sciistica, di piccole dimensioni, è presente fino dagli anni 60 ed è particolarmente indicata per coloro che iniziano la pratica degli sport invernali e per le famiglie con bambini.

Infatti è dotata di piste larghe, di una buona scuola di sci e non è particolarmente sovraffollata. Gli impianti sono dotati di un sistema di innevamento artificiale. La gestione degli impianti è la stessa dell’Albergo Ristorante situato a pochi metri dalle piste.

 

Firenze vista da Bellosguardo

giovedì, novembre 17th, 2011

 

Bellosguardo è una zona di Firenze, situata nella parte sud-ovest, collocata su una piccola collina dalla quale si gode un bel panorama della parte più vecchia ed importante della città.

Un panorama diverso da quello che si osserva da Piazzale Michelangelo ma altrettanto suggestivo.

Il luogo è quasi sconosciuto al turismo di massa, ci si arriva dalla piazza San Francesco di Paola percorrendo la via di Bellosguardo che inizia all’angolo tra la Villa Pagani e la Chiesa.

La via, in salita, giunge prima al Prato dello Strozzino e, dopo una stretta curva sulla sinistra, conduce al primo belvedere, davanti alle ville La Limonaia e Brichieri Colombi.

Continuando la via si giunge alla piazza di Bellosguardo. A sinistra si può allora percorrere la via Roti Michelozzi che costeggia il parco della villa dell’Ombrellino, per giungere all’ingresso della Villa di Bellosguardo dove si trova il secondo belvedere.

La zona ricca di lussuose ville alcune delle quali di origine rinascimentale, che in passato hanno anche ospitato personaggi illustri ed ispirato opere d’arte.

Soggiornarono a Bellosguardo Galileo Galilei, Ugo Foscolo ed Eugenio Montale.

Lucca e la sua Via Fillungo

lunedì, novembre 7th, 2011

 

Via Fillungo è la strada principale del centro storico di Lucca all’interno delle grandi mura, sede di antiche botteghe che esibiscono ancora delle antiche insegne liberty di grande eleganza.

Di andamento tortuoso e irregolare, ha mantenuto inalterato l’aspetto medievale.

E’ la via più animata e frequentata di Lucca, che attraversa quasi interamente la città.

In alcuni punti le case, altissime, sembrano toccarsi.

Conduce il visitatore a Piazza Anfiteatro e, poco più avanti, a Piazza San Frediano dove si erge la Basilica dell’omonimo santo e Vescovo di Lucca.

Prende il nome dal castello di Fillongo in Garfagnana, su cui la famiglia falabrina, che in questa via aveva le case, esercitava diritti feudali.

 

Calci (Pi): La Rocca della Verruca

giovedì, novembre 3rd, 2011

 

La rocca o fortezza della Verruca sorge nel comune di Calci, in provincia di Pisa, sulla cima del Monte Verruca.

La si raggiungere seguendo la Superstrada Firenze-Pisa, uscire per Cascina, quindi proseguire verso Vicopisano.

Dal paese si imbocca la “strada della Verruca” che parte dal cimitero del paese.

Anche se in gran parte sterrata è percorribile in auto fino ai piedi per un tratto, poi per salire sula sommintà si prosegue a piedi per circa 20 minuti di cammino.

Il Monte Verruca sul quale sorge la rocca deve il nome alla sua forma che ricorda, osservando la linea dei monti, una protuberanza simile a quella causata dell’omonima malattia.

La Rocca si trova in una posizione che domina tutta la piana pisana e la valle dell’Arno ed è stata teatro di cruente battaglie tra Pisani e Fiorentini.

La struttura è in pietra e anche se le fondamenta sono ancora salde, le sovrastrutture sono crollate quasi interamente; restano quasi intatte alcune sale sotterranee e la cappella centrale, che conserva le quattro mura.

L’unico ingresso è posto sul lato orientale e vi si accede tramite una breve ma ripida scalinata scavata nella roccia.

Una volta varcata la porta, attualmente danneggiata, il paesaggio si apre sulla piazza d’armi al cui centro si ergono i resti di una chiesa.

Nel terreno si notano diverse aperture, alcune provviste di scalini e conducenti a stanze sotterranee.

Tra la vegetazione è possibile scorgere anche l’apertura di una grande cisterna quadrilatera, oggi riempita di detriti ma che in passato probabilmente veniva utilizzata per la raccolta dell’acqua piovana.

Data l’ottima visuale che si gode dalla rocca, si pensa che Leonardo da Vinci abbia sfruttato la rocca per i suoi disegni a volo d’uccello.

 

La Casa della Befana a Barga (Lu)

giovedì, novembre 3rd, 2011

 

Non è ancora tempo di Epifania, ma a Barga si può incontrare la Befana tutti i giorni.

Barga è un borgo medioevale, in provincia di Lucca, che risale al XIV secolo.

E in questa zona la festa dell’Epifania è una tradizione molto sentita, quasi più del Natale.

Tutti gli anni nel centro di Barga, esiste una buca delle lettere dove poter inserire le letterine indirizzate alla Befana e ogni 6 gennaio si può trovare la befana in persona che accoglie tutti i bambini .

La Befana è diventata ufficialmente cittadina di Barga dal 4 gennaio 2004, risiede infatti in una casetta di legno immersa in un bosco di castagni in località Pegnana.

La casa della befana è visitabile tutto l’anno su prenotazione.

Maggiori informazioni: http://www.befanabarga.it/la_casina/la_casina.htm

 

Il borgo di Fonteblanda (Gr)

giovedì, ottobre 27th, 2011

 

Fonteblanda è una frazione del comune di Orbetello (GR) che sorge alle pendici del Poggio Talamonaccio, un promontorio a est di Talamone.

Il paese nacque nel periodo etrusco come porto di Talamone e molte sono state le ipotesi dell’ origine del nome: alcuni sostenevano che inizialmente si chiamasse Crassetum, altri ancora Rosetum, ma su alcune bolle pontificie del 1138, viene indicata chiaramente la zona con il nome di Grossetum.

Lo stemma della città fu voluto proprio dai cittadini a dimostrazione della loro discendenza con gli antichi Etruschi: il grifone alato, mitico animale già conosciuto presso l’antico popolo, collocato in seguito su di uno scudo rosso a significato del partito ghibellino.

Tra i monumenti della città ci sono le forti mura del Cinquecento, che hanno saputo resistere al tempo e a molteplici assedi, il Duomo edificato tra il 1294 ed il 1302 sui resti di un’antica chiesa del 1200 ed infine la chiesa di S. Francesco eretta dai Benedettini nel XIII secolo, ha una facciata gotica e all’interno si trova ancora la Croce di Duccio di Buoninsegna del 1289.

In estate Fonteblanda richiama molti turisti grazie alla bellezza della sue spiagge attrezzate: spiagge di Bengodi, dell’Osa e della Puntata.

Alla scoperta di Cutigliano (Pt)

mercoledì, ottobre 26th, 2011

 

Cutigliano è uno dei centri montani più caratteristici dell’Appennino Pistoiese ed è inserito tra i borghi più belli d’Italia.

È un paese che sa di antico, sa di medievale, fascino che si respira passeggiando tra le sue incantevoli strade.

E’ molto visitato sia in estate, che d’inverno grazie alla stazione sciistica della Doganaccia.

E’ facilmente raggiungibile sia da Lucca che da Pistoia.

Gode di una bellissima posizione panoramica: si affaccia sulla Valle della Lima, con il complesso montuoso costituito dalle vette del Lago Scaffaiolo, del Corno alle Scale, del Libro Aperto e dell’Alpe delle Tre Potenze.

Visitando questo borgo è d’obbligo la tradizionale passeggiata per via Roma e una sosta nella piazzetta antistante il Palazzo dei Capitani della Montagna (sede del Comune) dove si affaccia la loggia quattrocentesca.

La Chiesa della Madonna della Piazza, che si trova a due passi dalla piazzetta del municipio, è assolutamente da visitare.

Uscendo dall’abitato si può arrivare fino alla Chiesa di San Bartolomeo e al panoramico piazzale di San Vito.

Il cammino, lungo circa due chilometri, è adatto ad ogni tipo di visitatore e permette di cogliere tutto l’immediato fascino di queste montagne.

Cutigliano inoltre è una “città slow”: ovvero, ha ottenuto la certificazione che viene conferita alle città che dimostrano la presenza di oltre cinquanta requisiti destinati a garantire il buon vivere ai propri cittadini e agli ospiti.

La zona è ben attrezzata da rete escursionistica e di trekking sul crinale appenninico: una ricca rete di sentieri, mulattiere, strade sterrate collegate con strade asfaltate permette di scoprire il territorio cutiglianese anche in bicicletta. Gli appassionati si possono cimentare su percorsi più facili, come quello che da Cutigliano raggiunge Pianosinatico, Rivoreta e il Melo (km 12), o più impegnativi, come per esempio il tracciato che da Pian di Novello raggiunge il Monte Caligi per poi tornare a Pian di Novello passando dalle Torri di Popiglio.

Dopo aver visitato Cutigliano, se vi avanza del tempo, conviene salire al Melo, ridente località di villeggiatura rinomata per l’abbondanza e la bontà dei mirtilli e dei prodotti del bosco.

 

Alla scoperta di Montescudaio (Pi)

mercoledì, ottobre 12th, 2011

 

In provincia di Pisa, nella bellissima Val di Cecina troviamo un antico borgo: Montescudaio.

Arroccato nella valle e circondato da una folta ed incontaminata natura, mantiene ancora oggi il fascino del borgo medievale.

Le mura intorno al Castello sono in molte zone ricostruite, ma in altre parti è rimasta intatta la cinta originaria.

Reperti archeologici raccontano che già in epoca etrusca la zona era abitata.

Una delle testimonianze più celebri, è stato il ritrovamento proprio a Montescudaio, di un’urna cineraria rappresentante un banchetto, appartenente alla seconda metà del VII secolo a.C..

Il nome, “Mons Scutorum”, tracciato per la prima volta proprio in un documento del 1091, deriva dal latino e significa probabilmente “Monte degli scudi” o “Monte degli scudieri”.

All’interno del borgo, nei suoi vicoli,  si respira pienamente la storia di questo posto che affascina a tal punto da sembrare che il tempo si sia fermato.

E il panorama che si gode dal paese è a dir poco magico.

Dal piazzale davanti al Castello si ha una veduta dell’intero paesaggio fatto di morbide colline che a poco a poco sfumano nella pianura fino ad arrivare al mare che delinea l’orizzonte.

Da visitare il seicentesco Palazzo Ridolfi e il settecentesco Palazzo Guerrini, entrambi appartenuti a famiglie che hanno retto le sorti di Montescudaio, nonché il Municipio, più volte restaurato e ricavato dalla residenza del 1770 della famiglia Cancellieri.

La chiesa parrocchiale dell’Assunta ricostruita dopo il terremoto del 1846 che conserva una statua settecentesca in marmo dipinto.

Per chi invece desidera una passeggiata nella natura, seguendo il vecchio percorso acciottolato che porta in località S. Perpetua, ci si inoltra nel bosco e si percorre tra gli argini la “strada del Muggine” abbracciata da una folta vegetazione abitata ancora da istrici, cinghiali e rapaci.

Il forte connubio tra storia, natura e tradizione ha reso Montescudaio uno dei ”Borghi più belli d’Italia”.

Porto Santo Stefano: un panorama mozzafiato

martedì, ottobre 11th, 2011

 

Porto Santo Stefano è il capoluogo del comune di Monte Argentario, in provincia di Grosseto.

E’ un borgo marinaro molto suggestivo che si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli delle fortezze spagnole. Rinomata località turistica, da diversi anni gode del riconoscimento come Bandiera Blu.

Appena si arriva in auto a Porto Santo Stefano, si può ammirare il cantiere navale dove vengono rimessi a nuovo degli autentici gioielli del mare.

Il porto è molto frequentato durante la stagione estiva: è da qui che partono le imbarcazioni per le Isole.

Se vi trovate in questa zona nel pomeriggio è facile ammirare la flotta dei pescherecci e assistere allo sbarco del pesce fresco.

Terminato il porto inizia  lo splendido Lungomare dei Navigatori, disegnato da Giorgetto Giugiaro, che conduce verso il porticciolo della Pilarella.

Numerosissime panchine rivolte verso il mare vi consentiranno di fare una pausa godendovi lo spettacolo del golfo dell’Argentario che “guarda” verso Talamone.

Prima di proseguire per il centro, potete fermarvi a visitare l’Acquario, all’interno del quale è riprodotto l’ambiente marino tipico del mediterraneo.

Al termine del lungomare troviamo Piazza dei RIoni, definita “il salotto” di Porto Santo Stefano.

Qui si trovano numerosi bar e ristoranti con terrazza sul mare aperti a qualsiasi ora del giorno, dalla colazione, all’apertivo al dopo cena.

Dopo aver visitato il centro storico con i suoi i suggestivi vicoli e scalinate, una tappa d’obbligo è la Fortezza Spagnola: un bell’esempio di architettura militare spagnola, costruita nei primi decenni del XVII secolo e recentemente restaurata.

E’ composta da due livelli: l’ingresso si trova alla fine di una scalinata, che un tempo era il ponte levatoio. Da qui abbiamo accesso ad una prima terrazza, che domina sul porto.

Salendo ancora un’altra scalinata si arriva alla seconda terrazza.

Il panorama che si ammira dalle sue terrazze è di una bellezza unica, inoltre questo storico edificio ospita le mostre permanenti dei Maestri d’Ascia e “Memorie Sommerse” con alcuni dei reperti archeologici recuperati nelle acque dell’arcipelago Toscano.